In silenzio
I vivi rivelano se stessi e il loro grado di civiltà di fronte alla morte. Per questo non mi sorprende la vergognosa apparizione - nel giorno stesso dell’evento tragico - di quanti cercano un profitto giornalistico o politico. Non mi sorprende ma riesce ancora a ferirmi. Si può gridare, raccontare, anche accusare, nel pieno del primo lutto, ma bisogna averne titolo. Chi ha un rapporto affettivo con i morti può farlo, gli altri possono solo dire la loro emozione (il cordoglio) e ascoltare in silenzio.
Non c’è niente di scandaloso nel fatto di morire in guerra come in pace, lo scandalo è tutto di chi sopravvive senza meritarsi l’altrui sacrificio.
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