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Archivio Giugno 2004

In coda rientrando a casa

di omniaficta (04/06/2004 - 23:01)

 

Quando si sta in coda in autostrada si deve decidere in che corsia mettersi. Non che ci sia una grande differenza di velocità, ma si ha l’impressione che una delle corsie sia più rapida, per qualche misterioso motivo. Si suppone che sia meglio mettersi a sinistra, nella corsia di sorpasso. La corsia più a destra è stipata di utilitarie e TIR, mentre le Audi, le BMW e le “sportive” sono tutte nella corsia di sorpasso. Peccato che dopo qualche decina di metri, la fila di destra inizi a muoversi con sospetta allegria. Utilitarie e TIR si allontanano con irritante dinamismo e rimpiccioliscono nell’orizzonte di lamiere, si tuffano nella lontana galleria, spariscono alla vista. L’irritazione cresce, mentre il motore piagnucola al minimo. Che si fa? Ci si infila, con un abile manovra, nell’altra corsia, tra una seicento e un long vehicle, e per un tratto si riesce anche a inserire la terza. Che sollievo! Che indescrivibile soddisfazione! Poi ci si ferma, tutti. Così trovo il tempo per compatire il mio vicino con i suoi impotenti duecento cavalli. A questo punto,  nella corsia di sorpasso cominciano a muoversi e un numero imprecisato di auto che avevo dietro di me sfreccia accanto alla mia autoimmobile col suo straziante minimo. Perdo posizioni su posizioni. Sento che non arriverò mai, come il cavaliere di Kafka. Ma non è così. Raggiungo il casello, esco, concorro a più umane code di città.

 

Ecco, a volte non capisco il mondo. Meglio, non mi capisco nel mondo per come funziona.

Questa non è una metafora.

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